Le città imperiali del Marocco

Questa volta sono andato in viaggio in Marocco. Per il viaggio ho sfruttato lo zainetto per le macchine fotografiche di un amico. Partenza da Milano Malpensa con volo "low cost" e arrivo a Marrakech. In serata abbiamo fatto subito una passeggiata nella città vecchia, all'interno delle mura. In realtà siamo andati sulla piazza centrale, particolarmente frequentata dai turisti. Oltrepassati i saltimbanchi che rincorrono i turisti che li fotografano per farsi dare la mancia, penetriamo nel piccolo mercato dal quale emanano gli invitanti odori speziati dei cibi in preparazione. E' solo un primo assaggio del Marocco; dobbiamo tornare in albergo perché domani ci aspettano parecchi chilometri di strada per raggiungere Fes. L'indomani lasciamo Marrakech sotto la pioggia, che peraltro ci accompagna praticamente per tutto il viaggio. Attraversiamo anche un centro abitato dove assistiamo ad una piccola esondazione.

Arrivati a Fes, dopo la cena andiamo a fare un giro nella medina. Di sera le strade sono praticamente deserte ma il mattino dopo le cose sono decisamente diverse; le piccole viuzze della medina pullulano di persone e muli che trasportano le merci ai negozietti. Si conferma una delle prime impressioni della sera prima: una città tutto sommato pulita. Veniamo accompagnati nel labirintico dedalo delle piccole viuzze. Sembra una delle tante medine africane ma per capire il valore architettonico di Fes bisogna entrare nelle case. In fondo ad un vicoletto veniamo invitati ad entrare in una abitazione ristrutturata e aperta al pubblico; si attraversa un piccolo corridoio buio e insignificante per penetrare in un vero e proprio palazzo da mille ed una notte. Di colpo, lo spazio si dilata e si illumina; lo sguardo, seguendo le colonne poste intorno al cortiletto, è attratto verso l'alto, dove la luce penetra passando attraverso una vasta vetrata. La complessità e la sofisticatezza delle decorazioni interne contrasta con la banalità delle facciate esterne, peraltro praticamente prive di finestre. Tutto lo spazio si apre sull'interno dell'abitazione e le stanze si affacciano sulla balconata che sormonta il piccolo cortile. I marocchini hanno interpretato diversamente lo spazio delle abitazioni; qui il lusso e le decorazioni non servono come simboli di benessere destinati a impressionare gli altri ma, rivolti verso l'interno, servono per rendere più piacevole la vita dei residenti.

Riprendiamo la visita della città. Ad un certo punto ci mettono in mano un rametto di menta: ci stiamo avvicinando al quartiere dei conciatori. Entriamo in un negozio di prodotti in pelle, saliamo al piano superiore e ci ritroviamo su una balconata che si affaccia sulle vasche utilizzate per la concia delle pelli. All'inizio il rametto di menta è fondamentale per sopportare l'odore nauseabondo che emana dalla piazza sottostante. Dopo un po' ci si abitua ma oggi la temperatura non è particolarmente elevata, c'è un forte vento e si alternano con velocità impressionante momenti di sereno e piogge più o meno intense. Non riesco nemmeno ad immaginare quanto possa essere insopportabile l'odore nelle calde giornate estive.

Dopo pranzo visitiamo qualche altro monumento della città terminando con il magnifico ingresso del palazzo reale.

Il giorno seguente lasciamo Fes e ci dirigiamo verso Erfoud. La strada si arrampica lentamente sulle pendici dell'Atlante. Dapprima comincia a piovere ma dopo un po' la pioggia si trasforma in neve.  Piano piano la neve ricopre tutto il paesaggio, strada compresa. L'autobus prosegue lentamente fino a quando, davanti a noi, alcune macchine sono ferme in mezzo alla strada. Ci fermiamo, nessuno fa niente, nessuno si agita; gli autisti delle macchine ferme se ne stanno tranquillamente in macchina ad aspettare. Passa circa un'ora e finalmente arriva uno spazza neve. Il personale addetto alla manutenzione della strada butta un po' di sabbia sotto le ruote delle macchine bloccate e permette loro di ripartire. Poi fanno lo stesso con noi.

Ad Erfoud giungiamo in serata. Non abbiamo nemmeno il tempo di entrare in albergo perché ci sono già i fuori strada che ci aspettano per l'escursione alle dune di Merzouga dove assisteremo al tramonto. Dopo una veloce corsa nel deserto arriviamo alle dune di sabbia finissima. Abbiamo appena il tempo di camminare un po' sulla sabbia, di cercare la nostra duna personale sulla quale isolarci dal mondo ed ecco giungere il tramonto.

Arriviamo in albergo quando è già notte inoltrata. A cena mi tengo leggero perché tornando dal deserto ho avuto un po' di nausee. Il cibo marocchino sta per compiere la sua vendetta! Durante la notte ho i brividi e la febbre alta. Prendo un antifebbrile e riesco ad addormentarmi ma non riposo per niente bene. Al mattino seguente consumo una frugale colazione e si parte verso Ouarzazate. Non ho più la febbre ma sento lo stomaco sotto sopra. Si alternano momenti in cui sto bene e momenti in cui ho la nausea. Verso metà mattinata ci fermiamo. Tutti i veicoli sono incolonnati sulla strada. Dopo un po' qualcuno chiede alla guida che ci accompagna nel tour che cosa succede: "I veicoli sono tutti fermi, deve esserci la strada interrotta. Ora aspettiamo un po' di tempo e poi vediamo. Forse ci rimetteremo in viaggio". FORSE CI RIMETTEREMO IN VIAGGIO? La flemma marocchina va anche bene ma sarebbe il caso di saperne di più. Io già mi vedo a passare la notte sull'autobus con tutti i compagni di viaggio. No, decisamente non va bene. L'autista va a vedere che cosa è successo. La strada è interrotta a causa delle esondazioni di un piccolo torrente e non si passa. Bisogna trovare una strada alternativa. Non so come, ma alla fine l'autista viene a conoscenza di un'altra strada che ci permetterebbe di raggiungere Ouarzazate e tramite il tour operator veniamo dirottati verso un altro ristorante per il pranzo. Le forti piogge hanno anche reso impossibile l'escursione alle gole di Todra, considerate una bellezza naturale di particolare interesse. Decido di saltare il pranzo per via dei miei disturbi di stomaco. Dopo pranzo si riparte e tra un sobbalzo e l'altro dell'autobus comincio a stare veramente male. La strada mi appare meno nitida, le voci intorno a me si fanno confuse e lontane; non ci sono dubbi, sto per svenire. Dissolvenza in nero.... Quando mi riprendo la guida turistica è vicino a me e sento distintamente qualcuno che chiama uno dei passeggeri che è medico. Per fortuna l'autobus sta già rallentando perché ho bisogno di scendere. Mi ficano un sacchetto davanti alla bocca, ma riesco a trattenere il vomito fino a quando sono sul bordo della strada. Ora sto meglio e possiamo ripartire.

Il giorno seguente, dopo la visita alla Kasbah di Taourirt, facciamo ritorno a Marrakech superando le montagne dell'alto Atlante attraverso il passo di Tizi n' Tichka situato oltre i duemila metri di altezza.

L'ultimo giorno è dedicato alla visita di Marrakech. Abbiamo visitato alcuni monumenti della città tra cui le tombe reali della dinastia Saadita. Gran parte della visita è stata dedicata alla visita dei Suk, vere trappole per turisti dove si vende un po' di tutto e dove i miei compagni di viaggio, in preda a qualche misteriosa febbre, hanno dato fondo alle loro finanze.

Per concludere si può dire che il Marocco è un paese davvero straordinario che colpisce per la sua varietà di paesaggi, ci ha offerto un mosaico di immagini insolite e straordinarie. Nell'insieme, è stato un viaggio interessante di cui manterrò un piacevole ricordo.

Alcune fotografie

Qui puoi trovare alcune fotografie del viaggio. Per vedere tutte le fotografie ed il video utilizza l'apposito collegamento nel menu centrale.

Marrakech
Koutoubia, Marrakech

Fes

Interno di abitazione a Fes
fes
Piazza dei conciatori, Fes

Merdersa a Fes
Cicogne in Marocco
Dune di Merzouga, Marocco
esondazione
Casba marocchina
Tombe della dinastia Saadita,Marrakech