Giordania classica

Situata nella regione storica della mezzaluna fertile, la Giordania è stata abitata sin dall'antichità ed è una terra ricca di cultura e bellezze naturali.

La visita della Giordania comincia dalla sua capitale, Amman. Oggi Amman è una moderna città commerciale e culturale. Qui si trovano molte università, sedi di grandi compagnie e centri ospedalieri rinomati in tutto il mondo arabo. Per il visitatore tuttavia la parte interessante è rappresentata dall'antica cittadella greco romana, il centro dell'antica città conosciuta con il nome di Filadelfia. La nostra visita comincia dalla cima della collina dove si trovava il maestoso tempio dedicato ad Ercole. Il sito venne utilizzato anche in epoca bizantina come dimostrato dalla presenza delle rovine di una basilica cristiana, oltre la quale si trova un grande complesso attribuibile al periodo di dominazione omayyade. Nel 13° secolo la città, a seguito di vari terremoti e di cambiamenti economici e politici, fu abbandonata fino alla fine del 19° secolo.  All'interno della cittadella c'è un piccolo ma interessante museo archeologico. I reperti qui esposti permettono di ripercorrere la storia della regione. Ho trovato particolarmente interessanti alcune statue antropomorfi in calcare e argilla rinvenute nei pressi di Amman e risalenti al neolitico. Nel museo è esposto anche un reperto raffigurante un idolo antropomorfo proveniente da Petra e che ho trovato molto interessante perché indica che i nabatei avevano elaborato un loro particolare stile artistico.

Al termine della visita della cittadella abbiamo visitato il teatro romano: risalente 2° secolo fu costruito sfruttando la pendenza naturale della collina ed è stato recentemente restaurato.

Il pomeriggio è dedicato alla visita dei castelli dei califfi omayyadi conosciuti come i castelli del deserto. Furono costruiti all'inizio del VIII secolo. Il primo castello che visitiamo è quello di al-Azraq la cui edificazione originale risale al periodo della dominazione romana. Si tratta di una fortezza in basalto nero che all'epoca della sua costruzione si trovava sulle rive di un’oasi che un tempo conteneva un grande lago ritiratosi nel corso degli anni e oggi quasi completamente scomparso. Poco distante si trova il castello di Amrah. Non si tratta realmente di un castello poiché è un piccolo edificio. Entrando all'interno ci si ritrova nell'unico grande ambiente della costruzione. Le pareti erano completamente dipinte con scene di caccia e con raffigurazioni dei mestieri; molto interessante anche l'immagine di un personaggio femminile che esce da una vasca con vari elementi architettonici sullo sfondo. Oltrepassando questo ambiente si accede alla zona in cui vi era il bagno turco. Oggi in pieno deserto, alla sua costruzione doveva essere circondato da vegetazione e si trattava quasi certamente di un luogo di riposo e di sollazzo per i califfi omayyadi. Per ultimo abbiamo visitato il castello di al-Kharanah, che è quello meglio conservato. Fortezza e caravanserraglio ha una pianta rettangolare con torrette circolari agli angoli. L'aspetto è semplice ed austero, abbellito soltanto da una fila di pietre disposte in diagonale a circa tre quarti dall'altezza. Dall'esterno si notano anche le piccole feritoie che fungono da finestrelle per le innumerevoli stanze del castello.

La mattinata seguente è dedicata alla visita di uno dei siti archeologici più affascinanti della Giordania: le vestigia di Gerasa, l'antica città romana, oggi denominata Jarash. Si tratta di un sito archeologico di grande interesse, in parte sopravissuto all'opera distruttrice del tempo e oggetto di imponenti interventi di recupero che  si sono concentrati intorno all'antico cardo massimo. La grande piazza ovale, le vie colonnate, i monumenti, i teatri e i luoghi di culto sono altrettanti segni dell'importanza di Gerasa durante l'epoca dell'impero romano. Poco al di sotto del promontorio su cui si ergeva il grande tempio di Artemide, ci sono i resti della chiesa bizantina di cui è ancora visibile il pavimento interamente ricoperto di bei mosaici.

Il pomeriggio è stato destinato alla visita della fortezza di Ajlun. La fortezza, benché parzialmente in rovina è molto interessate ed è considerata uno dei migliori esempi di architettura militare araba medievale della Giordania. Fu costruita nel XII secolo per controllare il territorio circostante, ma sopratutto per contrastare l'avanzata delle truppe crociate. All'interno è tutto un susseguirsi di corridoi e scale, piacevoli da percorrere e visitare, che conducono sulla cima della costruzione da dove si gode di un bel panorama.

La mattina seguente è dedicata a visite per così dire geografiche. Inizialmente ci spostiamo sul Monte Nebo. Il Monte Nebo è un luogo importante per le grandi religioni monoteistiche, perché secondo la bibbia fu qui che Mosè... bla, bla, bla; ma chi se ne frega! L'interesse, geograficamente parlando, per il Monte Nebo è dovuto al fatto che è una montagna alta circa 800 metri dalla cui cima si può vedere tutta la zona circostante e parte della valle del Giordano. Purtroppo l'antica basilica medioevale, di cui dovrebbe rimanere intatto il pavimento a mosaico, non è visitabile. Questo è dovuto al fatto che da anni è in costruzione una struttura destinata a proteggere i resti della basilica e a svolgere le funzioni di centro di accoglienza per i turisti; la struttura non è ancora completata e, a mio parere, ci vorranno ancora parecchi anni.

Il secondo luogo visitato è stata la città di Madaba dove abbiamo visitato la chiesa di san Giorgio, costruita nel XIX secolo sui resti di un precedente edificio di culto, all'interno della quale si trova la nota mappa-mosaico della Terra Santa, risalente al VI secolo: con i suoi due milioni di tessere di pietra vividamente colorata, raffigura colline, valli, villaggi e città fino al delta del Nilo.

Continuando il viaggio verso sud abbiamo poi attraversato la spettacolare gola dello uadi al-Mawjib. Si tratta di una spaccatura che sembra dividere in due l'altopiano e che appare all'improvviso. Un luogo davvero suggestivo.

Per via del gran numero di chilometri percorsi nella mattinata, la sosta per il pranzo è stata fatta tardi. Abbiamo pranzato di fronte all'antica fortezza crociata di Kerak  La fortezza fu edificata nel XII secolo sulla sommità della collina, in posizione panoramica ed è visibile da lontano. Si presenta rozza ed essenziale ma imponente. Fu conquistata, dopo un assedio durato otto mesi, dagli arabi che apportarono modifiche alla struttura della fortezza, la quale però venne in gran parte distrutta da un terremoto nel XIII secolo. Malgrado sia stata in parte distrutta la fortezza di Kerak rimane imponente e merita di essere visitata, perché è un bel esempio dell'architettura militare crociata in Giordania.

Il giorno seguente è stato interamente dedicato alla località che, da un punto di vista turistico, meglio si identifica con la Giordania: l'antica città di Petra. Petra dei nabatei era la capitale del regno omonimo. I nabatei furono un popolo di commercianti le cui origini rimangono ancora in parte oscure. Petra fu anche un importante centro urbano durante l'epoca della dominazione romana. Quello che rende Petra unica al mondo sono le facciate monumentali scavate nella roccia e che sono realizzate con stili differenti, a dimostrare che i nabatei furono influenzati delle correnti artistiche e dalla cultura delle popolazioni con cui venivano via via in contatto. Tali strutture sono in gran parte ricavate in una roccia policroma che presenta variazioni di colore, con sfumature dall'ocra al rosso, al viola e al bianco. Si tratta di una roccia evidentemente facile da lavorare ma che purtroppo resiste male all'usura degli agenti atmosferici e al tempo. Le facciate più maestose sono in stile ellenistico. Petra è davvero emozionante da visitare e vi si accede attraverso un lungo canalone, molto stretto , chiamato "siq". Di colpo ci si trova di fronte alla struttura più famosa, chiamata "tesoro del faraone". Imponente, in stile ellenistico, è particolarmente ben conservata e contrariamente alla maggior parte delle farciate è realizzata in uno strato di roccia monocromatica di colore ocra. Questo monumento è il più famoso, ma tutta la zona è affascinante: le molte strutture ellenistiche, quelle di epoca romana, il siq, le facciate in stile assiro, i ruderi dei templi e delle costruzioni romane e nabatee sono altrettanti motivi di emozione per il visitatore.

Il penultimo giorno di permanenza in Giordania inizia con la visita della località di Siq al-Barid nota come "la Piccola Petra". Si tratta di un luogo interessante da visitare che, malgrado il soprannome, in realtà ha poche similitudini con Petra. Situata all'interno di un lungo canalone è costituita da una moltitudine di ambienti ricavati all'interno della parete rocciosa. Molto interessante la presenza di cisterne per la raccolta dell'acqua, anch'esse ricavate all'interno delle pareti rocciose. L'unico monumento imponente è il tempio, che presenta colonne dai capitelli molto originali. Poco oltre il sito di Piccola Petra, c'è un altro sito archeologico interessante; sono i resti di insediamenti preistorici, risalenti al neolitico. Le costruzioni, realizzate in un arco di parecchi secoli, si sovrappongono su più livelli; negli scavi archeologici, sono visibili i resti delle murature a secco perfettamente eseguite ed ancora in buono stato di conservazione.

Il pomeriggio abbiamo fatto un'escursione, a bordo di fuoristrada, in uno dei luoghi naturali più affascinanti della Giordania: il Wadi Rum. Si tratta di un'area costituita da sabbia e da singolari formazioni rocciose che danno vita a scenari surreali, con pinnacoli e torri di roccia che dominano i letti di antichi fiumi ormai completamente asciutti. Il wadi Rum tuttavia non è un deserto in quanto è una regione ricca di acqua e ovunque sono presenti piccoli arbusti. Il Wadi Rum è oggi una riserva naturale e l'accesso è rigorosamente controllato; vi si può accedere a bordo di fuoristrada guidati dai beduini. Durante l'escursione, interessantissima per la varietà degli scenari che si susseguono con grande rapidità, non sono mancate le fermate in corrispondenza di tende attrezzate, che fungono da negozi dove i beduini vendono un sacco di cianfrusaglie. Al termine della gita ci siamo fermati su un'altura ad attendere il tramonto. Abbiamo cenato in una struttura tendata; questa cena, decisamente al di sotto delle aspettative, è l'unica nota negativa della vacanza in Giordania. Al termine della cena ci siamo trasferiti ad Aqaba per il pernottamento.

Siamo giunti all'ultimo giorno di vacanza in Giordania. Lasciamo Aqaba al mattino e ci dirigiamo a nord, verso il Mar Morto. Percorriamo il Wadi Araba. Questa valle di origine fluviale fa parte dell'estrema sezione settentrionale della struttura tettonica della Rift Valley; a pochi chilometri da Aqaba il terreno si abbassa gradualmente per raggiungere le rive del Mar Morto, la depressione più profonda della terra, considerando le terre emerse.

Sulle rive del mar Morto arriviamo in tarda mattinata; per il resto della giornata riposo e relax in riva al mar Morto sulla spiaggia privata del ressort dove abbiamo anche pernottato.





Alcune fotografie

Qui puoi trovare alcune fotografie del viaggio. Per vedere tutte le fotografie o il video utilizza l'apposito collegamento nel menu centrale.

Tempio di Ercole Amman, Giordania
Amman, Giordania
Teatro romano Amman, Giordania
Castello di al-Azraq, Giordania
Castello di Amrah, Giordania
Castello al-Kharanah, Giordania
Arco di Adriano, Jarash, Giordania
Castello di Ajlun, Giordania
La mappa di terrasanta, Madaba, Giordania
Lo uadi al-Mawjib, Giordania
La fortezza di KERAK, Giordania
Il siq, Petra, GiordaniaIl siq, Petra, Giordania
Il tesoro del faraone, Petra, Giordania
Strutture in stile assiro, Petra, Giordania
Il tempio, Piccola Petra, Giordania
Wadi Rum, Giordania
Mar Morto, Giordania