Vacanze tra Francia e Svizzera

La regione di confine tra Francia e Svizzera è ricca di una lunga storia di cui rimangono numerose testimonianze: vestigia dell'impero romano, castelli, chiese, monumenti. Situata tra laghi e montagne, offre anche spettacolari panorami e paesaggi campestri. Ho deciso di passare alcuni giorni in questa regione per visitare alcuni delle sue attrazioni storiche e naturalistiche.

Il primo luogo che ho visitato è stato il castello di Prangins, lussuosa residenza costruita nella prima metà del XVIII secolo. Si trova in posizione rialzata con vista sul lago di Ginevra e sulle Alpi e dopo essere stato restaurato è diventato, negli ultimi anni del secolo scorso, il museo nazionale svizzero. L'ampio giardino è stato restaurato con cura, e ora comprende antiche varietà di frutta e verdura che erano anticamente coltivate nella regione. Dalla terrazza si ha un bel panorama del lago.

Poco distante si trova la cittadina di Nyon. Qui i romani avevano fondato nel I secolo a.C. una colonia (Colonia Iulia Equestris) che con il tempo divenne uno dei maggiori insediamenti romani della Svizzera. L'importanza della città è testimoniato dalle vestigia dei grandi edifici, tra cui la basilica del foro sulle cui rovine è stato costruito l'interessante museo romano. Purtroppo rimangono poche tracce dei grandi edifici di epoca romana perchè nel medio evo furono utilizzati come cava e le pietre recuperate servirono per costruire le mura cittadine di Ginevra e Losanna. In posizione rialzata, in un luogo particolarmente affascinante per la bella veduta sul lago, sono presenti 3 colonne che facevano parte dell'antico foro e che furono spostate nella posizione attuale a metà del secolo scorso. Poco sotto le colonne si trova il museo del lago Lemanno, che è dedicato a tutto ciò che riguarda il più grande lago dell’Europa occidentale. Nel centro storico si trova anche un imponente castello di origine medievale, la cui costruzione originaria dovrebbe risalire al XIII secolo. Come molti altri castelli ha subito molte trasformazioni, ma il suo attuale aspetto risale al XVI secolo.

Costeggiando il lago si arriva a Ginevra. La visita inizia dalla zona del porto. Qui si trova il simbolo della città, un’affascinante fontana sul Lago il cui getto d'acqua raggiunge i 140 metri di altezza ed è visibile da una buona parte della città. In prossimità si trova anche "l'orologio fiorito", simbolo dell'industria orologiera svizzera. In questo orologio si combinano perfettamente l'esperienza in botanica e in tecnica orologiera. Costruito a metà del secolo scorso questo orologio floreale rimane ancora oggi un punto di riferimento nel mondo.

La parte storica della città si trova sulla sommità di una collina a poca distanza dalla riva del lago. Questa collina costituisce sin dalla preistoria un rifugio naturale protetto dal lago, dal Rodano e dall'Arve. Per raggiungere il centro storico passo da "Place de Neuve", la nuova piazza, che si trova nel punto in cui fino alla fine del XIX secolo vi erano le fortificazioni a difesa dell'entrata della città. Percorro la via di accesso costituita da una ripida rampa. Poco distante c'è l'antico arsenale, situato in un edificio risalente al XVII secolo. Originariamente magazzino per il grano fu in seguito trasformato in deposito per le armi. Sotto i portici si trovano cinque antichi cannoni, vestigia delle batterie che dai bastioni proteggevano la città. Sulla parete ci sono tre mosaici che ricordano alcuni eventi cittadini importanti: l'arrivo di Giulio Cesare, le fiere del medio evo e l'accoglienza degli ugonotti dopo la revoca dell'editto di Nantes.

Uno dei monumenti più visitati della città è la cattedrale di San Pietro, situata alla sommità della città vecchia. La presenza di un complesso episcopale sul sito di San Pietro è attestata dal IV secolo, ma la costruzione della cattedrale attuale in stile romanico-gotico è avvenuta tra il XII ed il XIII secolo. Nei secoli questa costruzione non è stata utilizzata solamente per i riti religiosi, ma ha assolto anche funzioni laiche e ancora oggi vi si svolge il giuramento dei membri del consiglio cantonale. Costruito per il rito cattolico, con l'avvento della riforma nella metà del XVI secolo l'edificio venne destinato al culto protestante, che con la sua filosofia di austerità ne sconvolse l'interno, svuotandolo di ogni ornamento e delle decorazioni policrome medioevali. Solo gli stalli del coro si sono salvati poiché la loro distruzione avrebbe causato costi per la sostituzione. Al suo interno è presente, con circa 300 pezzi, la maggiore collezione di capitelli romanici e gotici di Svizzera. Particolarmente bella e decorata è la cappella dei Maccabei, costruita all'inizio del XVI secolo come cappella funeraria e mai utilizzata a tale scopo. A metà del XVIII secolo la facciata in stile gotico, che minacciava di crollare, fu sostituita da quella attuale in stile neoclassico.

Sotto l'edificio si trova un museo sotterraneo dove si possono osservare i ritrovamenti scoperti durante gli scavi archeologici della seconda metà del secolo scorso. Attraverso i resti delle precedenti costruzioni che hanno composto il centro episcopale della città si può ripercorrere l'evoluzione del sito e l'introduzione del cristianesimo nella città dal III secolo fino alla costruzione della chiesa attuale. Ho trovato particolarmente interessante il fatto che durante gli scavi archeologici sia venuta alla luce una sepoltura risalente al I secolo a.C. del un capo di una tribù di Allobrogi e che questa sepoltura fosse avvenuta sotto un tumulo preistorico risalente all'incirca al XVI secolo a.C.. Questi ritrovamenti dimostrano, che in un modo o nell'altro, questo luogo è destinato a riti religiosi da millenni.

Lasciata Ginevra mi dirigo verso le boscose colline di Romainmôtier, per la visita della grandiosa chiesa abbaziale che è una delle chiese romaniche più antiche e prestigiose di Svizzera. La costruzione della chiesa attuale risale alla fine del X secolo, ma qui era presente un monastero fin dal VII secolo, facendone uno degli insediamenti monastici più antichi della Svizzera. Il Monastero di Romainmôtier crebbe di importanza fino alla riforma protestante quando il chiostro fu demolito e con esso la maggior parte degli edifici monastici. Altri edifici, così come parte della chiesa, furono trasformati in edifici ad uso economico, in particolare per lo stoccaggio della decima. Il monastero era circondato da una cinta muraria con torri, ancora in parte esistente. Inserita in un bel borgo storico, la chiesa romanica, con le sue modifiche gotiche, è particolarmente interessante sia da un punto di vista architettonico che artistico.

terminata la visita del piccolo borgo di Romainmôtier mi dirigo verso Vallorbe. È in questa località che si trovano le famose "grotte delle fate". Lasciato il parcheggio si cammina una decina di minuti a fianco del torrente Orbe fino a raggiungere l'ampio ingresso alle grotte che è stato realizzato appena sopra il punto in cui il torrente sgorga dalla roccia. La visita si svolge percorrendo un percorso circolare che attraversa i vari ambienti scavati dal fiume in milioni di anni. Sono presenti un gran numero di cavità carsiche e di concrezioni calcaree, alcune di dimensioni notevoli; nel punto più alto del percorso si trova la "sala della cattedrale", la cui grandiosità è resa ancora più affascinante da uno spettacolo di luci e suoni. Al termine del percorso di visita delle grotte si giunge ad alcune cavità artificiali nelle quali si trova il "tesoro delle fate", un'esposizione di minerali provenienti da tutto il mondo.

Da Vallorbe si percorre la Valle di Joux in direzione della Francia. La valle, con i suoi campi ed il lago fornisce un bel panorama. Questa valle è la culla dell'orologeria meccanica di precisione e qui si trovano le officine di produzione di alcuni marchi prestigiosi. 

Arrivato in territorio francese, mi fermo a visitare il Fort l'Ecluse che si trova nel territorio del Comune di Léaz, in una posizione che domina dall'alto la valle del Rodano che in quel punto forma una strettoia e che costituisce un accesso naturale tra la Francia e la Svizzera. Questa strettoia ha rappresentato da sempre un passaggio strategico naturale e già i romani costruirono qui una piccola fortificazione. Nel medioevo vi si trovava un castello feudale. La piazza passò varie volte dalla Savoia al Bernese fino a quando nel 1600 venne conquistata definitivamente dalla Francia. Il forte venne interamente ricostruito  e più volte modificato tra il XVII ed il XVIII secolo. Infine nel XIX secolo venne costruito il forte superiore. Alla fine del XIX secolo lo stretto passaggio non era più considerato strategicamente importante ed il forte venne abbandonato. Dalla seconda metà del secolo scorso sono in corso dei restauri e tutta la parte inferiore, che è anche quella più imponente, è ora visitabile; è anche possibile percorrere la scalinata scavata nella roccia (quasi 1000 scalini) che permette di raggiungere i terrazzamenti situati sotto il forte superiore. Questa fortificazione imponente è molto piacevole da visitare.

Dopo la visita del forte mi dirigo verso Nantua ed il suo lago. La cittadina ha un centro storico non particolarmente interessante. L'unico edificio degno di nota è l'antica chiesa in stile romanico. Questa chiesa era anticamente parte di una abazia che faceva parte dei possedimenti di quella di Cluny e alla quale deve, almeno in parte, lo stile architettonico sobrio dovuto alla sua originaria destinazione di chiesa abbaziale che invita al silenzio e al raccoglimento. sulle rive del lago di Nantua, sopra una piccola penisola artificiale, c'è un monumento che ricorda le deportazioni dei nazisti durante la II guerra mondiale. Non può mancare una passeggiata lungo le tranquille rive del lago.

Non lontano da Nantua c'è un'altra curiosità geologica da visitare: si tratta delle "grottes du Cerdon". Si raggiunge l'ingresso delle grotte con un piccolo trenino e si percorre in discesa l'antico letto sotterraneo del fiume ormai estinto. Dopo che il fiume ha smesso di scorrere nelle cavità, l'acqua che filtrava attraverso la roccia calcarea ha cominciato a creare le concrezioni. La caratteristica più impressionante di queste grotte è rappresentata dall'immenso "porticato" oltrepassato il quale si può risalire verso in belvedere, una balconata dalla quale si può osservare la vallata sottostante.

Alcune fotografie

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castello di Prangins
Nyon
castello di Nyon
Ginevra - orologio fiorito
Ginevra - fontana del getto d'acqua
Ginevra - arsenale
Ginevra - Cattedrale
Ginevra - CattedraleGinevra - CattedraleRomainmôtier
Romainmôtiergrotte di Vallorbe
Fort l'Ecluse
Fort l'Ecluse
Fort l'Ecluse
Chiesa di Nantua
belvedere - grottes du Cerdon