Tour delle oasi in Tunisia

Ho sentito parlare spesso delle oasi tunisine e questa volta ho deciso di andarle a visitare. Il nostro volo atterra a Monastir. Purtroppo l'albergo si trova a Hammamet che raggiungiamo dopo un interminabile viaggio notturno in autobus. Dopo poche ore di sonno possiamo dedicare la prima giornata del viaggio al riposo in attesa degli altri partecipanti al tour.

La mattinata del primo giorno del tour vero e proprio è dedicata alla visita del bellissimo colosseo di El Jem. Infatti la Tunisia è un paese che offre importanti luoghi storici. Non va dimenticato che qui fu fondata Cartagine per mano dei fenici; dopo la sconfitta dei cartaginesi durante le guerre puniche, la Tunisia passò sotto dominazione romana; fu un periodo di grande prosperità in cui si svilupparono l'agricoltura e l'urbanizzazione come dimostrano l'elevato numero di rovine presenti in tutta la Tunisia. L'anfiteatro di El Jem era uno dei più capienti di tutto l'impero romano. Mentre della città non è rimasto praticamente nulla, il colosseo si era conservato praticamente intatto fino a qualche secolo fa quando, per stanare dei ribelli che vi si erano rifugiati, fu preso a cannonate. Malgrado sia ormai semi distrutto rimane un'opera impressionante che vale la pena di essere vista.

Lasciamo El jem in direzione di Matmata. La strada che percorriamo è fiancheggiata da estese colture di ulivi che si estendono a perdita d'occhio su entrambi i lati.

Finalmente arriviamo alle alture dove si trova Matmata e il panorama diventa desertico. Dopo la pausa per il pranzo andiamo a visitare una delle case troglodite che sono alla base della notorietà di questa piccola località. L'abitazione è composta da un buco, scavato nel tufo e che funge da cortile, intorno al quale sono scavati i diversi ambienti abitativi.

Riprendiamo il viaggio in autobus. Dopo poco tempo abbiamo una gradevole sorpresa: ci viene data la possibilità di fare una passeggiata a dorso di dromedario. Accetto volentieri la proposta. In un piccolo piazzale c'è una costruzione all'interno della quale siamo invitati ad entrare. All'interno sono presenti centinaia di tuniche di vario colore e ci viene detto di indossarne una. Usciamo e dopo pochi metri di cammino nel deserto, a ridosso di una duna, troviamo un centinaio di dromedari. Ci viene spiegato come salire sui dromedari che sono seduti. Appena mia moglie si accinge a salire su uno di questi pacifici animali, il ragazzo che tiene i dromedari fa alzare quello davanti che aveva già caricato due turisti. L'animale che seguiva, essendo legato al primo e probabilmente sapendo che si dovrà alzare, anche lui si alza con mia moglie che, attaccata alla sella, comincia ad urlare per lo spavento. Il dromedario, evidentemente infastidito dalle grida, se la scrolla di dosso e nel muoversi le pesta anche un piede. Per fortuna i dromedari hanno la pianta della zampa morbida. Ne seguono una serie di imprecazioni di mia moglie nei confronti del padrone dell'animale che dopo averla fulminata con lo sguardo se ne va con i suoi dromedari.

Poco male: i dromedari sono tanti e ne prendiamo altri. Ci incamminiamo nel deserto. Dopo circa cinque minuti di cammino il signore che ci accompagna fa sedere i dromedari. Penso: "ma come, siamo già arrivati?". Scendo dall'animale, mi giro indietro e con mio grande stupore non vedo più ne la strada ne il piazzale con i dromedari. Siamo in pieno deserto e sarei completamente perso. Lo scenario è maestoso, il deserto si estende intorno in tutte le direzioni a perdita d'occhio. Non si vede nessuno, anche se so benissimo che a poca distanza devono esserci turisti ovunque.

Riprendiamo il viaggio e nel tardo pomeriggio giungiamo al lago salato del Chott El Jerid. Si tratta di un lago salato che ha una estensione superiore ai cento chilometri di lunghezza. Quando piove nelle alture circostanti l'acqua scorre all'interno del lago sciogliendo piccole quantità di sale che data l'elevata temperatura cristallizza molto rapidamente. Il Lago si presenta cosparso di pozze di diverso colore in funzione del contenuto dei sali disciolti. É una visione desolata ma affascinante.

Finalmente siamo arrivati nei pressi della destinazione del viaggio e cioè la zona delle oasi di montagna. Al mattino, dopo la colazione vengono a prenderci con i fuoristrada. Sono tutti nuovissimi e con tutti i confort. Percorriamo una piccola strada, il paesaggio desertico si fa montuoso, ricco di rocce colorate. Improvvisamente un brulicare di palme e alberi da frutto, che sembrano traboccare dal fianco della montagna, segnala che stiamo per arrivare nella splendida oasi di Chebika, una delle più importanti oasi di montagna della Tunisia.

Qualche decennio fa, a seguito di un periodo di piogge estremamente prolungato e con piene dei torrenti che travolsero tutto, il villaggio di Chebika fu abbandonato e lasciato in balia del vento e del tempo, che progressivamente lo sta distruggendo. La nuova Chebika sorge qualche centinaio di metri più a valle, a nord ovest dell'oasi.

Una guida locale ci accompagna lungo un sentiero sul fianco della piccola gola all'interno della quale c'è il palmeto. Arriviamo alla sorgente: dalla roccia scorre un piccolo ruscello che forma una piccola cascata alla base della quale c'è un laghetto di colore blu zaffiro intenso. Un reticolo di canali permettono di irrigare tutta l'oasi che si estende fino al deserto.

Lasciamo Chebika e continuiamo il viaggio in direzione di Tamerza, la maggiore oasi di montagna della Tunisia. Si trova in mezzo alle montagne desertiche ed è situata in una bella e verdeggiante vallata; la macchia verde delle colture contrasta con lo scenario circostante. Anche qui, come a Chebika, l'antico villaggio fu distrutto dalle piogge. Lungo la strada si trova la bella cascata che forma un piccolo laghetto. É un luogo molto piacevole e particolarmente visitato dai turisti.

Terminata l'escursione alle oasi di montagna riprendiamo la strada che attraversa il lago salato del Chott El Jerid. Ad un certo punto l'autista rallenta, ci fa segno di tenerci e scende dalla carreggiata asfaltata. Iniziamo ad attraversare il lago salato in direzione della grande duna di sabbia di Oung Jmel che raggiungiamo dopo una veloce corsa sul fondo indurito del deserto salato. Il paesaggio cambia rapidamente: passiamo attraverso delle piccole collinette pietrificate, una delle quali ricorda la sagoma di un cammello, e giungiamo alla grande duna di sabbia finissima. Questo luogo affascinante per la sua particolarità è anche interessante per gli appassionati dei film di fantascienza perché qui furono realizzate alcun scene di "guerre stellari". Il set, benché abbandonato da decenni, è rimasto quasi intatto e possiamo visitarlo in tutta tranquillità. 

Lasciamo la zona delle oasi di montagna e ci dirigiamo verso l'oasi di Tozeur, una delle più grandi oasi di tutta la Tunisia, che visitiamo a bordo di calesse. La passeggiata nel palmeto è piacevole. Tozeur non sembrerebbe un granché, si tratta di un palmeto alquanto esteso, ma quando ci si trova in mezzo a tutta questa rigogliosa vegetazione si tende quasi a dimenticare che ci si trova in mezzo al deserto.

Il giorno seguente abbiamo in programma la visita di Sbeitla o per meglio dire delle rovine della città romana di Sufetula che si trovano nelle vicinanze. Si ritiene che questo insediamento romano si sia sviluppato grazie al commercio dell'olio. La prosperità di cui godette la città rese possibile la costruzione di notevoli edifici pubblici le cui rovine danno una irrisoria immagine di quello che doveva essere la città nel momento di maggior splendore. L'area archeologica di Sbeitla è molto estesa. Rimangono parti del teatro, delle terme e soprattutto la zona del foro con i tre templi. Ovunque restano tracce di mosaici più o meno sofisticati che testimoniano della cura con cui erano state decorate le costruzioni pubbliche o abitative.

Terminata la visita delle rovine romane proseguiamo il viaggio fino a Kairouan, la città santa della Tunisia. Questa cittadina presenta varie costruzioni interessanti. La prima attrazione che vediamo sono i due grandi invasi idrici costruiti nel medio evo e ancora utilizzati. In seguito ci spostiamo alla grande moschea che venne costruita a partire dal settimo secolo. All'esterno, circondata da un muro, ha l'aspetto di una fortezza e comprende una sala di preghiera sostenuta da colonne diverse le une dalle altre a dimostrare come sia stata edificata riutilizzando materiale delle costruzioni romane della zona. Il grande cortile, lastricato in marmo, al centro del quale si trova una vasca per la raccolta dell'acqua piovana è circondato da un colonnato. É presente anche un massiccio minareto. In seguito siamo andati a visitare anche la "moschea del Barbiere”; questo mausoleo ospita la tomba del compagno di Maometto, soprannominato "colui che porta tre peli" perché aveva sempre con sé tre peli della barba del Profeta. Edificato nel settimo secolo questo complesso formato da varie sale presenta magnifiche ceramiche e pannelli in stucco.

Dopo la visita dei monumenti ci rimane un po' di tempo libero. Veniamo indirizzati dalla nostra guida verso un mercatino per turisti dove si vendono le solite cianfrusaglie che a me non interessano affatto. Decido di andarmene a spasso da solo nella medina. É un labirinto di piccole stradine, con le case bianchissime che hanno i serramenti di un azzurro intenso. La passeggiata è piacevole e attraverso anche la galleria dove sono situati i negozietti veri, quelli dove si vendono i prodotti per i residenti e non per i turisti. Decisamente una passeggiata più interessante dei mercatini. Il nostro tour nel sud della Tunisia è terminato si rientra ad Hammamet.

Ad Hammamet  abbiamo fatto una bella gita con i quad nelle colline circostanti, passando in un avallamento dove rimangono ancora le carcasse di alcuni carri armati distrutti in una battaglia della seconda guerra mondiale. L'ultimo pomeriggio in Tunisia è stato dedicato ad una gita in barca, un finto galeone dei pirati. Ho avuto la piacevole sorpresa di vedere i delfini nuotare sull'onda prodotta dallo scafo della nave.

La Tunisia è un ambiente geograficamente ricco e vario, con paesaggi che spaziano da colline coperte di foreste a spiagge, deserti e oasi. Aggiungete la ricca architettura moresca e le suggestive rovine romane e ne avrete a sufficienza per convincervi che la Tunisia sia un luogo incantevole da visitare.

Alcune fotografie

Qui puoi trovare alcune fotografie del viaggio. Per vedere tutte le fotografie utilizza l'apposito collegamento nel menu centrale.

Anfiteatro di El Jem, Tunisia
Il colosseo di El Jem, Tunisia
Coltivazioni di ulivi, Tunisia
Le alture di Matmata
Case troglodite Matmata, Tunisia
Dromedari nel deserto tunisino
Chott El Jerid, Tunisia
L'oasi di Chebika, Tunisia
Il lago dell'oasi di Chebika, Tnisia
L'antico villaggio di Tamerza, Tunisia
La cascata nei pressi di Tamerza, Tunisia
Il set cinematografico di guerre stellari, Tunisia
Oasi di Tozeur, Tunisia
Tempio della citta romana di Sbeitla, Tunisia
La grande moschea di Kairouan, Tunisia
Moschea del barbiere, Kairouan, Tunisia
Kairouan, Tunisia